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Chiudere partita IVA è più facile

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Molti si rivolgono a me per chiudere partita IVA in maniera semplice e veloce.
Vorrei spiegare nel dettaglio i vari passaggi per chiarire che non sempre si può cessare solo la posizione IVA, ma ci sono altri Enti coinvolti, oltre l’Agenzia delle Entrate a cui va inoltrata la comunicazione.

Innanzitutto occorre precisare che le attività di servizi, manifatturiere e di commercio, sono iscritte tutte al Registro Imprese di competenza per sede dell’attività.

Il soggetto provvisto di partita IVA che esercita tali attività, deve comunicare l’inizio attività ed iscriversi presso la Camera di Commercio.
Non solo; comunicando l’inizio attività al Registro Imprese, automaticamente vengono iscritti alla gestione previdenziale INPS sezione Artigiani – Commercianti.

L’Istituto Nazionale provvede a notificare gli importi dovuti a titolo previdenziale, ogni tre mesi, tramite modello F24  precompilato come meglio descritto nell’articolo Delega Inps.
Da questo ne consegue che all’atto della cessazione dell’attività, sia necessario inviare anche la comunicazione alla Camera di Commercio altrimenti il soggetto resta iscritto pur avendo chiuso la partita IVA.

Nel momento stesso in cui l’Ente riceve la richiesta della cancellazione, inoltra la stessa alla sede Inps di competenza che provvede a cancellare la posizione previdenziale del soggetto.

Per verificare se sei ancora iscritto al Registro Imprese ti consiglio di richiedere la Visura Camerale nella quale sono presenti i dati dell’attività e del soggetto che la esercita e l’eventuale iscrizione al Registro Imprese.

Posizione INPS – Mancata comunicazione

E’ frequente il caso in cui il contribuente chiuda la posizione IVA ma non provveda a richiedere la cancellazione al Registro Imprese.

E cosa succede? Arrivano gli avvisi INPS per mancato pagamento dei contributi.
È questo il momento per il contribuente, in cui scatta una ricerca a ritroso per capire i motivi. Sempre ciò è dovuto alla presenza del soggetto in attività presso il Registro Imprese.

Colui che si trova nella situazione descritta deve inviare una pratica di cancellazione “tardiva”.  Questo permette sia di ottemperare alla normativa, ma soprattutto ad evitare la richiesta di contributi INPS non dovuti. Da precisare che la comunicazione in ritardo richiede anche il pagamento di una sanzione amministrativa in genere pari a 20,00 Euro.

L’INPS inizierà l’istruttoria della pratica e cancellerà la posizione retroattivamente sollevando il soggetto dai contributi addebitati ma non dovuti.

Nella mia esperienza ho avuto anche modo di riscontrare il caso in cui il contribuente paga dei contributi non dovuti, In questo caso è possibile inoltrare la richiesta del rimborso direttamente all’INPS che provvederà a restituire l’importo eccedente.
Se questo è il tuo caso verifica il servizio a disposizione.

Attenzione alle attività regolamentate! Il DL 222/2016, alle tabelle allegate, chiarisce se l’attività che si intende cessare è soggetta a SCIA. In questo caso occorre inviarla contestualmente alla pratica di cancellazione dal Registro Imprese. Puoi reperire maggiori informazioni al Deposito Scia.

Chiudere partita IVA – INAIL e Artigiani.

Alcune attività più rischiose tra le quali quelle artigiani esiste anche l’obbligo di iscrizione all’assicurazione obbligatoria INAIL.
Nel caso in esame occorre inviare all’Istituto la dichiarazione di cessazione attività poichè non avviene in automatico come per l’INPS.

La cancellazione dall’Assicurazione obbligatoria avviene esclusivamente inviando una pratica telematica in cui si inseriscono i dati di cessazione il codice ditta ed il pin rilasciati dall’Istituto in sede di iscrizione.

Se non conosci i dati associati alla tua attività puoi sempre verificare il nostro servizio che aiuta i contribenti a risolvere le problematiche associate alla cessazione dell’attività. 

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