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Omessa Dichiarazione Rischio Di Accertamento
Il prossimo 28 febbraio è il termine ultimo per l’invio della Dichiarazione dei redditi, termine oltre il quale si incorre nel reato di Omessa Dichiarazione.
In questo articolo tratteremo un argomento che riguarda gli adempimenti dei possessori di partita IVA, coloro cioè che posseggono reddito da impresa, di libera professione o i possessori di altri redditi da dichiarare.
Ogni anno tali categorie sono obbligate a compilare ed inviare i dati dei loro introiti, all’Agenzia delle Entrate. Il prospetto della dichiarazione quindi permette di determinare il reddito del contribuente e di calcolare le imposte a cui sono soggetti.
La scadenza naturale per l’anno 2021 è statail 30 novembre 2022; oltre tale termine per i 90 giorni successivi, è possibile provvedere ad un invio tardivo. L’invio della dichiarazione tardiva, con il pagamento della relativa sanzione, permette di sanare la posizione del contribuente.
La dichiarazione relativa ai redditi 2021, inviata oltre il termine del 28 febbraio 2023, è considerata omessa ed esone il contribuente a delle conseguenze imortanti.
Omessa Dichiarazione – Accertamento d’ufficio
Come precedentemente indicato l’omissione della presentazione della dichiarazione entro i termini, espone il contribuente all’accertamento d’ufficio.
Infatti attraverso i controlli telematizzati, l’ADE ha evidenza delle Partite IVA per le quali non è stat presentata la relavia dichiarazione.
In questo caso il reddito presunto può essere determinato utilizzando qualsiasi dato in possesso dell’ente accertatore che sia Guardia di Finanza o Agenzia delle Entrate.
L’accertamento che ne consegue può essere semplificativo di una isituazione complessa. È sempre onere del contribuente fornire la prova e dimostrare che il reddito accertato è maggiore rispetto a quello effettivamente prodotto.
Sanzioni per Omessa Dichiarazione
L’Ente che accerta la mancata dichiarazione dei redditi, applica le sanzioni previste dal DL 471/1997; superfluo precisare che sono più onerose rispetto al pagamnto per tardiva presentazione.
Inoltre per questa fattispecie è prevista una sanzione aggiuntiva pari ad un minimo di euro 250.
Se ne deduce che, anche un contribuente che abbia omesso di presentare la dichiarazione dei redditi con zero imposte a debito accertate, debba comunque ottemperare al pagamento della sanzione prevista pari ad € 250,00.
Lo stesso trattamento sanzionatorio è applicato anche al contribuente che pur omettendo la dichiarazione, abbiapagato tutte le imposte relative.
Se al contrario l’accertamento operato rilevaimposte non pagate, le sanzioni sono molto più elevate: da un minimo del dal 120% al 240% dell’imposta dovuta e solo per la sanzione.
Termini di Accertamento
L’articolo 1, comma 131, della Legge n. 208/2015 dispone i termini entro i quali gli organi reposti possono eseguire degli accertamenti relativi al soggetto.
I termini si distinguono in relazione alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi:
– Entro il 31 dicembre del quinto anno dalla dichiarazione presentata correttamente e nei termini;
– Entro il 31 dicembre del settimo anno in caso di omessa presentazione.
L’anno di riferimento è sempre quello relativo alla presentazione e non quello di competenza.
È bene sapere i termini salienti relativi agli accertamenti in quanto se questi non vengono rispettati, per l’Agenzia delle Entrate decade la possibilità di avviare un accertamento fiscale. Attenzione quindi alla notifica degli avvisi.



