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Forfettario 2023: Cosa cambia

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Il regime forfettario è un regime semplificato di tenuta contabilità e pagamento imposte per i possessori di partita iva con ricavi ridotti.
Ciascun contribuente all’atto del rilascio della partita iva da parte dell’agenzia delle entrate può chiedere di aderire al regime di cui alla legge 190/2014.
Attenzione: solo le persone fisiche possono aderire al regime semplificato.

Forfettario 2023 requisiti per l’accesso.

Il soggetto che intende avviare una nuova attività deve verificare la possibilità di poter aderire al regime semplificato analizzando i requisiti previsti dalla legge.
Malgrado sia un regime cosiddetto ‘’naturale’’ per le persone fisiche che aprono un’attività, alcune casistiche rendono il soggetto escluso dalla possibilità di adottarlo.

Le cause di esclusione reperibili sul sito ADE sono di seguito semplificate per maggior chiarezza:

  • contribuenti che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA;
  • i non residenti in Italia ad eccezione di alcune nazioni;
  • i soggetti che effettuano cessione di beni immobili;
  • contribuenti che possiedono quote di società o associazioni;
  • i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente per un importo superiore a 30.000€ tranne il caso in cui il rapporto sia cessato.

Quindi se il soggetto che intende iniziare l’attività non rientra fra queste casistiche, può accedere al regime semplificato senza problemi.

Forfettario 2023 ed agevolazioni contabili

Come anticipato essendo un regime studiato appositamente per i piccoli imprenditori, quelli cioè che hanno ricavi ridotti, la contabilità sarà molto semplice.
Infatti occorrerà esclusivamente numerare e conservare le fatture emesse e conservare il registro dei beni ammortizzabili su cui si registrano gli acquisti di beni adibiti all’attività che sono usati in più anni.

Attenzione alla fatturazione.

  • I forfettari devono emettere la fattura all’atto dell’incasso dell’importo relativo alla prestazione;
  • Le fatture sono esenti da IVA ma gravate da bollo se l’importo è superiore a 77.47€;
  • Anche per i forfettari ci si avvia a trasmettere elettronicamente i documenti di vendita.

E le tasse come si calcolano?

Le tasse che si devono pagare per i ricavi conseguiti nell’ambito dell’applicazione del regime sono calcolate in modo molto semplice:
aliquota unica sul ricavo imponibile.

Vediamo di seguito come procedere per trovare il coefficiente di redditività che ci permette appunto di calcolare la base imponibile su cui applicare la tassa. Prima di tutto occorre conoscere il codice Ateco della propria attività, quel codice indicato all’atto della richiesta della partita Iva.

Individuato il codice si procede con la somma totale degli importi delle fatture emesse e si applica la percentuale prevista dall’allegato al DL 190/2014.
Ad esempio:

  • codice Ateco attività 47.81.00 – Commercio ambulante;
  • Importo totale fatture emesse 10.000,00€ percentuale del reddito imponibile 40%.

Per l’attività in esame le tasse dovute si calcolano sul 40% del totale fatturato nell’anno cioè su 4.000,00 euro.

Capitolo a parte la tassazione
Occorre distinguere due tipi di soggetti:

  • Contribuenti con nuova attività
  • Contribuenti già in attività

Per i soggetti che aprono una nuova attività aderendo al regime, le tasse che si pagano per i primi 5 anni di sono pari al 5% del ricavo imponibile; per i contribuenti in attività da oltre 5 anni è prevista una aliquota del 15%.

Un altro parametro importante riguarda il fatturato. La permanenza nel regime forfettario 2023 è prevista fino al raggiungimento degli 85.00,00 euro di ricavi cioè del totale delle fatture emesse.
Se nel corso dell’anno si supera questo importo dall’anno successivo
non è più possibile la permanenza nel regime forfettario.

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