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Dichiarazione Redditi 2021: Invio tardivo

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La dichiarazione dei redditi 2021 è un adempimento fiscale obbligatorio per tutti i possessori di redditi da lavoro autonomo.
Rientrano in questa categoria non solo i possessori di partita IVA ma anche i soci di società di persone che posseggono appunto, una quota di proprietà. Anche i pensionati ed i dipendenti di aziende pubbliche e private in alcune casistiche, sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi che per loro si chiama 730.

In questo articolo tratteremo in particolare la fattispecie del contribuente che proprio per la sua posizione fiscale, è impossibilitato ad inviare il modello 730.

La prima puntualizzazione da fare è che, solo per il semplice fatto di essere possessori di quote o titolari di partita IVA, è obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi RPF22.

Questo indipendentemente dai redditi stessi. Tradotto, pur avendo fatturato zero, è  obbligatorio l’invio del  modello fiscale.

Scadenza dichiarazione redditi 2021

Novembre è il mese per eccellenza in cui tutti i professionisti si occupano dell’invio delle dichiarazioni e il 30 del mese rappresenta la data ultima entro la quale si può inviare il suddetto modello senza incorrere in aggravi sanzionatori.

Infatti entro il 30 novembre, salvo proroghe, si deposita telematicamente il modello all’Agenzia delle Entrate e si pagano le deleghe F24 relative agli acconti delle imposte per l’anno in corso.

Una ulteriore importanza ha avuto nel corso dell’ultimo trimestre del 2022, la dichiarazione Temporary Framework relativa agli aiuti di stato percepiti dai soggetti obbligati alla presentazione del modello. Nel rigo rs401 infatti è presente la sezione per indicare gli importi di cui si è beneficiari.

Dichiarazione redditi 2021 : invio tardivo

Il contribuente che non abbia ottemperato entro il termine ultimo del 30 novembre 2022, è nella condizione di inviare una dichiarazione detta “fuori termine”.

In questo caso l’Agenzia delle Entrate acquisisce la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza originaria e precisamente entro il 28 febbraio 2023.

Il soggetto è sanzionato con un importo di € 25,00 per tardiva presentazione. Nel caso specifico occorre predisporre una delega F24 con pagamento codice tributo 8911 anno 2022 pagata lo stesso giorno dell’invio della dichiarazione.

Attenzione! La sanzione viene applicata per ciascun modello non presentato non è assolutamente cumulativa di più dichiarazioni come chiarito dall’ADE con la circolare 42/E del 2016.

Versamento Imposte oltre la scadenza

Il pagamento in ritardo degli importi dovuti a titolo di acconto o saldo delle imposte dovute,  comporta l’addebito di sanzioni ed interessi. Per il calcolo si segue la regola del ravvedimento operoso, attraverso il quale il contribuente spontaneamente può sanare L’inadempienza.
Le maggiorazioni vengono applicate in relazione al ritardo: minore sono i giorni di ritardo, minore saranno le sanzioni ed interessi applicati.

L’Agenzia delle Entrate alla pagina dedicata puntualizza che:

“Il decreto legislativo n. 158/2015 ha modificato la normativa sulle sanzioni per ritardati od omessi versamenti, prevedendo la riduzione alla metà della sanzione ordinaria per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza. In tali casi, quindi, la sanzione passa dal 30% al 15%. Pertanto, se la regolarizzazione avviene, per esempio, entro 30 giorni dall’originaria data di scadenza del pagamento del tributo, la sanzione ridotta da versare in sede di ravvedimento sarà pari all’1,5% dell’imposta dovuta (1/10 della sanzione ordinaria ridotta alla metà). Un’ulteriore riduzione della sanzione è prevista per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni. In tali casi la sanzione del 15% è ulteriormente ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo (1%). Pertanto, in sede di ravvedimento, la sanzione da versare sarà pari allo 0,1% per ciascun giorno di ritardo (1/10 dell’1%).”

Come è chiaro non è certo semplice calcolare gli importi di maggiorazione relativi alla tassa pagata in ritardo. È possibile comunque reperire dei calcolatori online che aiutano il contribuente ad orientarsi nella gestione degli importi da pagare.

Il nostro consiglio? Non indugiare nella presentazione della dichiarazione per evitare di incorrere in accertamenti d’ufficio che l’Agenzia delle Entrate predispone per coloro che presentano il modello oltre i 90 giorni

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